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18 maggio 2011 Assemblea Generale APCTi

pdf Relazione del Signor presidente APCTi (49Kb)

pdf Verbale (360Kb)

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20 gennaio 2011

pdf OS 01/11 Denuncia / Querela penale (90Kb)

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dicembre 2010

Qui sotto la documentazione dell’avv. Isolini presentata in occasione dell’ultima riunione al Mte Ceneri.

pdf Nuova procedura penale in materia di contravvenzioni LCStr. (172Kb)

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10 dicembre 2010

Flyer "Be my Angel" presentato dall'associazione "Starde più sicure":

pdf Flyer "Be my Angel" (262Kb)

Ulteriori informazioni possono essere consultate al link:
www.ti.ch/strade-sicure

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19 maggio 2010 Assemblea Generale APCTi

pdf Discorso del Sindaco di Losone (32Kb)

pdf Relazione del Signor presidente APCTi (48Kb)

pdf Verbale assemblea (2.49Mb)

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28 gennaio 2010

Il 28 gennaio 2010, presso la sala stampa del Consiglio di Stato, l’  On. Luigi Pedrazzini ha presentato il rapporto sulla riforma della polizia elaborato dal gruppo di lavoro designato dal Governo di cui faceva parte anche il Presidente dell’ APCTi.

pdf Rapporto del Gruppo di lavoro per la riorganizzazione della polizia in Ticino (432Kb)

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dicembre 2009

Qui sotto la proposta della nuova ordinanza sui cani inviata ai lodevoli Municipi:

pdf Ordinanza Municipale sulla custodia dei cani 2009 (96Kb)

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18 settembre 2009

Il gruppo di lavoro istituito dal Consiglio di Stato per esaminare le indicazioni del Gran Consiglio in materia di riorganizzazione della polizia ticinese (polizia unica o polizie comunali organizzate su base regionale accanto alla polizia cantonale) ha concluso quest'oggi i suoi lavori. I risultati raggiunti sono illustrati in questo articolo:

pdf Comunicato stampa (60Kb)

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agosto 2009

Qui sotto il sondaggio dei Posti Misti proposta in occasione dell'Assemblea tenutasi in maggio 2008.

pdf Analisi sondaggio Posti Misti 2008 (212Kb)

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pdf Analisi stipendi 2007 Polizia ticinese (176Kb)

 
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POLIZIA UNICA CANTONALE? NO GRAZIE !

Sul tema della sicurezza non si può sognare, né ad occhi chiusi, né ad occhi aperti.
Qualche giorno fa sono apparsi alcuni spunti circa il futuro della polizia in Ticino, con riferimento ad una possibile polizia unica. Ad un assemblea di un’organizzazione sindacale di categoria è stato invitato a presentare tale scenario un rappresentante della polizia cantonale di Berna, che si sta avviando verso una polizia unica, dimenticandosi però di proporre pure la controparte, anche perché vi sono Cantoni in cui la polizia unica non la vogliono.
E’ pur vero che le provocazioni servono anche per alimentare il dibattito, ma il dibattito deve essere serio, con conoscenza di cause ed effetti e senza compiacimenti partitici o gerarchici; gli obiettivi e le decisioni devono però essere coerenti rispetto alle politiche istituzionali.

Livelli istituzionali in Svizzera e responsabilizzazione dei Comuni

E’ risaputo, ma talvolta sembra che ci si dimentichi, che la Svizzera ha tre livelli istituzionali ben distinti: Confederazione, Cantoni, Comuni.
Il buon funzionamento della nostra società è anche frutto di questa struttura istituzionale,
poiché permette di garantire giuste ed equilibrate autonomie locali, di prestare attenzione alle diverse realtà territoriali, con riferimento ad aspetti culturali, sociali, economici e certamente anche di sicurezza.
La Confederazione e i Cantoni sono quelli che sono, mentre per quanto riguarda i Comuni, almeno in Ticino, qualcosa si sta muovendo; ci sono state, ci sono e ci saranno, fusioni e/o aggregazioni, frutto non della casualità ma di una progettualità ben delineata da un ampio consenso politico.
In Ticino, ed è quello che ci interessa, si vogliono Comuni forti, progettuali, con capacità di assunzione di competenze e responsabilità dirette e non più solo in semplice delega dal Cantone o con i soliti quesiti su “chi fa cosa”; insomma si vuole migliorare, rendendo più responsabile il terzo livello istituzionale.
Negli ultimi tempi non vi sono state modifiche di legge ove il Cantone non ha cercato di responsabilizzare maggiormente i Comuni con nuove competenze e, di conseguenza, anche nuovi oneri finanziari.
La sicurezza, da sempre considerata come priorità dalla popolazione, rientra indiscutibilmente fra i compiti principali dei tre livelli istituzionali, dunque, a maggior ragione, dove si cerca di rinforzare tale livello si dovrà inevitabilmente consolidare anche l’aspetto sicurezza per garantire una gestione mirata e corretta di maggiori competenze. Non è possibile pianificare Comuni forti, autonomi e responsabili senza che gli stessi possano disporre di un proprio servizio di sicurezza.
La realtà dimostra che per gestire competenze di prevenzione, controllo, verifica, repressione e punizione, l’autorità comunale deve necessariamente poter disporre di un proprio servizio particolarmente formato e legato a simili attività e con funzionalità ben oltre le normali ore d’ufficio.
Le sollecitazioni quotidiane (diurne e notturne) per interventi di vario tipo non necessariamente d’urgenza, ma non per questo meno importanti, devono poter trovare risposta a brevissimo termine e questo è attualmente possibile solo grazie alla presenza capillare nel territorio, ancorché non completa, dei corpi delle polizie comunali.

La “sicurezza”

E’ opportuno sottolineare che in ambito di sicurezza non bisogna solo pensare alla polizia.
Sono presenti anche altri servizi importanti quali il servizio ambulanza, i pompieri, i servizi di assistenza e di cura a domicilio, le Commissioni tutorie regionali, la protezione civile, ecc. Tutti questi enti sono organizzati con autonomia regionale e/o comunale, con competenze e responsabilità. A questo livello vi è un giusto e doveroso coordinamento strategico, ma nessuna fantasiosa proposta di servizio unico cantonale. Chissà come mai questi servizi funzionano bene.
La sicurezza è efficace soprattutto se è capillare e se l’intervento, oltre che garante della
dovuta conoscenza tecnica, è effettuato con conoscenza della realtà locale, dei luoghi, delle dinamiche a livello di quartiere o di piccolo Comune.
Quindi non centralizzazione, ma capillarità che non può essere gestita con il solo pattugliamento veicolare, ma con un’approfondita conoscenza delle particolarità territoriali e socioeconomiche, sino al “controllo degli abitanti”, nel senso dei movimenti della popolazione, poiché non vi è criminalità se non vi sono persone o attività.
La capillarità, in sicurezza, non può essere dunque solo la presenza saltuaria di vetture di un’ipotetica polizia unica, che passano tranquillamente senza conoscere alcunché se non le strade, ma richiede appunto una presenza dislocata di servizi non solo autonomi, ma soprattutto decisionali come lo sono i Comuni in generale e i suoi servizi in particolare; tra questi non deve dunque mancare anche un servizio di polizia comunale.

Organi decisionali autonomi

La popolazione chiede risposte rapide a problemi immediati, vuole conferire con organi decisionali, di comando, il più presto possibile e quindi la centralizzazione a livello cantonale di un servizio che deve invece essere capillare, anche nei suoi organi dirigenziali, non va assolutamente bene.
Che ciò sia errato lo insegna pure la storia: a suo tempo sono stati fortemente ridotti i posti di gendarmeria locali per questioni di risparmio, salvo oggi accorgersi dello sbaglio ed inventarsi soluzioni miste, che di “misto” hanno solo il finanziamento, poiché nella realtà operativa effettuano attività prevalentemente d’ufficio e per competenze di polizia cantonale, tralasciando ambiti specifici di competenza comunale.
Tali “realtà” sono quindi finanziate sia dai Comuni, sia dal Cantone, peraltro però in modo inversamente proporzionale all’ambito d’impiego.
Dunque si abbia il coraggio di fare marcia indietro, perché la sicurezza risulta più efficiente
quando è capillare non quando viene centralizzata e diversi Comuni non hanno mancato di rilevarlo.

Impatto delle decisioni di risparmio cantonali

Attualmente la polizia cantonale presenta un effettivo “insufficiente” già per i soli compiti di sua competenza; è utile ricordare che il numero di agenti è stato ridotto anche per una misura di risparmio (riduzione del personale cantonale).
Una volta creata l’ipotetica polizia unica cantonale, peraltro con una sostanziosa partecipazione finanziaria dei Comuni, le nuove misure di risparmio del Cantone, facilmente
prevedibili vista la difficile situazione finanziaria, andrebbero dunque ancora una volta a toccare tutti i servizi cantonali, polizia compresa.
Già in questi giorni un movimento politico ha proposto il taglio dei dipendenti cantonali pari a 300 unità a tempo pieno; anche il Governo sta valutando un ulteriore importante riduzione della spesa; in quale servizio verrebbero ridotti gli effettivi se non con il solito e conosciuto“ taglio lineare” con sacrifici simmetrici ?
E’ facilmente ipotizzabile che a quel punto le realtà locali non potranno dire alcunché, non avrebbero alcuna competenza decisionale, si assisterebbe dunque al taglio dei rami e non certo del tronco e le eventuali antenne nel territorio si vedrebbero ridotte con conseguente riduzione del servizio di sicurezza locale, ma senza riduzione dei costi a carico dei Comuni.
In effetti, ed evidentemente, verrebbe ridotta la spesa cantonale, ma non i ricavi (altrimenti che risparmio sarebbe?) lasciando ai Comuni “oltre al danno anche le beffe”.

Deleghe e competenze

E’ utile ricordare che recentemente si è proceduto alla creazione della figura del Pretore penale e a dare maggiori competenze ai giudici di pace per “sgravare” la Magistratura (centralizzata) di alcune competenze minori.
Dunque, mentre in generale si delegano competenze verso il basso, dando responsabilità e
forza a enti e istituzioni regionali e/o comunali, dall’altra per la polizia si tratterebbe invece di procedere esattamente al contrario con un deficit di coerenza, circa la strategia politica, al limite del buon senso.
La polizia comunale esiste, funziona e funziona bene, così come funziona bene la collaborazione con la polizia cantonale; non viviamo in un territorio ove la criminalità dilaga e dunque le “cose” vanno se del caso migliorate, senza procedere ad alcuna rivoluzione.
La polizia comunale è sempre più organizzata in corpi strutturati, e da tempo non svolge più dei compiti collaterali (lettura contatori acqua ed energia, ecc.) come qualcuno continua a proclamare, ma offre un vero servizio di Polizia.
Le mansioni sono molteplici, alcune delle quali toccano anche l’ambito giudiziario; serve ricordare a qualcuno che diverse importanti inchieste sono state avviate, ma anche esperite, dalle polizie comunali che hanno interrogato, verbalizzato, steso rapporti e quant’altro con piena soddisfazione da parte della magistratura.
Vi sono pure molteplici competenze previste dalla legislazione comunale, competenze che di certo la polizia unica cantonale non si assumerebbe; ciò già succede oggi nei posti misti, poiché gli agenti della polizia cantonale non effettuano tali compiti e a maggior ragione succederebbe con una polizia unica.
Insomma, la polizia comunale esiste ed esiste eccome!

Va bene la divisa unica, va bene una visione unica e un coordinamento sulla sicurezza, va bene la complementarietà polizia cantonale/polizie comunali, ed è quello che succede già oggi, sicuramente migliorabile, così come è auspicabile avere una copertura di sicurezza locale completa. Altrettanto sicuramente però la polizia unica non può essere la soluzione per una migliore sicurezza, ma unicamente una soluzione di risparmio; allora lo si dica apertamente e non si parli di sicurezza.
Per i Comuni vi sarebbe comunque e fatalmente una sicura perdita di autonomia e di sicurezza locale.

Vediamo di tenere gli occhi ben aperti e i sogni lasciamoli per altre cose più amene, i livelli istituzionali hanno fatto il bene della Svizzera e anche del Ticino dunque vanno rispettati e rafforzati, non globalizzati; sono sempre i dettagli, se conosciuti, che fanno la differenza.


per l’ Associazione della Polizie Comunali ticinesi
Il Presidente
Dimitri Bossalini

 
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