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Alzheimer Café, incontri con gli agenti di polizia

 

Fornite utili informazioni su come trattare le persone affette dalla malattia

L’immaginario collettivo li raffigura spesso mentre multano qualche automobilista indisciplinato o alle prese con l’arresto dell’autore di qualche reato. Ma i compiti di un agente di polizia sono decisamente più ampi e variegati e necessitano spesso di nozioni che non tutti consideriamo. Ambiti talvolta legati a fenomeni sociali molto delicati. È anche partendo da tale considerazione che hanno preso vita i recenti incontri fra la Polizia comunale di Locarno e le volontarie Manuela Urban, Igea Vetterli e Rosanna Camponovo dell’associazione Alzheimer Café Ticino, gruppo di Locarno. Si è trattato di agenti di quartiere, assistenti di polizia, capigruppo operativi, radunati in gruppi di 10/12 persone alla volta, invitati a partecipare agli incontri dall’aiutante Giovanni Sabetti della sezione territoriale. Nella sala al 4° piano del Centro di pronto intervento in via alla Morettina 9 a Locarno, si sono svolte tre riunioni, il cui obiettivo era quello di fornire alcune informazioni utili su come affrontare la persona con demenza; insomma, per saperne qualcosina in più. Diverse sono le alterazioni che si manifestano progressivamente con l’avanzare della malattia. Quando una persona affetta da demenza è in stato confusionale e sparisce, non è raro che si chiami la polizia. Come atteggiarsi con le persone colpite da demenza?

 

Le persone ad un certo stadio della malattia, perdono, ad esempio, l’orientamento, sviluppano improvvisamente un impulso di deambulazione e poi non ritrovano più il cammino per rientrare a casa. Oltre alle difficoltà legate ai concetti di spazio e tempo possono avere anche problemi sensoriali. Tutto ciò può dare origine a situazioni di pericolo in cui l’agente è chiamato ad intervenire. Come gestirle? Cosa scatta in una persona in stato confusionale quando si ritrova davanti un funzionario in divisa? Come rassicurarla? A queste domande hanno cercato di rispondere le volontarie con esempi di situazioni possibili, pratiche, in una simpatica forma teatrale interattiva e dispensando poi una serie di consigli pratici. Avvicinare la persona di fronte. Rivolgerle la parola solo dopo che essa vi avrà visto. Presentarsi dicendo nome e professione. Parlare con calma, in modo chiaro e comprensibile. Portare pazienza. Procedere lentamente farà solo guadagnare tempo. Sarà anche importante far capire ai familiari spesso imbarazzati, considerati però gli interlocutori chiave, che il loro caro sarà trattato bene e che si farà il necessario per aiutarlo. Durante gli incontri hanno pure preso la parola gli operatori dei servizi sociali della Città, con i quali naturalmente la polizia collabora. I riscontri sono stati positivi su tutta la linea. Durante l’Alzheimer Café, quello di marzo, al ristorante Vallemaggia, a Locarno si sono presentati due agenti di quartiere in divisa. Sono stati ben accolti. Una prima. Una visita inaspettata ma ritenuta molto gradita da tutti. Un grazie quindi per questo grande gesto. Informazioni su www.alz.ch/ti .

 

Rossana Camponovo Canetti

28 Aprile 2015

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