Associazione delle polizie comunali ticinesi
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Contenuti Relazione presidenziale assemblea ordinaria APCTi 2008

Dimitri Bossalini © laRegione

LEGGE POLIZIA

La sottocommissione della legislazione, che si occupa della Legge sulla polizia, ha chiesto al Capo del Dipartimento dei chiarimenti su alcuni punti sollevati durante i colloqui con i rappresentanti dei diversi enti interessati. Il punto che dovrà essere chiarito, e che ha destato perplessità nei deputati, è quello relativo alla proporzione di agenti delle polizie comunali in funzione del numero di abitanti. In effetti il Comando della polizia cantonale, sulla scorta di valutazioni effettuate anche in altri cantoni, aveva trasmesso uno scritto alla sottocommissione che proponeva, tra le altre cose, che nei centri urbani vi fosse una proporzione di un agente ogni cinquecento abitanti, uno ogni mille nelle zone suburbane periurbane e uno ogni millecinquecento nelle aree di retroterra e montagna. Qualora le diverse polizie comunali non avessero a disposizione il contingente appropriato, dovrebbero pagare al Cantone una determinata cifra per ogni agente mancante, che risulta cospicua soprattutto per le città. Ora non intendo entrare nel merito della questione, poiché la quantificazione dei costi era parte integrante di un rapporto con finalità più ampie.

Però, provocatoriamente, si potrebbe ribaltare il quesito: la polizia cantonale rivendica da anni, a giusta ragione, maggiore personale per far fronte in modo adeguato al suo mandato. Questo significa che sostanzialmente la proporzione tra i loro agenti (uniformati e non) e la popolazione ticinese, non è conforme alle aspettative. A chi pagherebbe il Cantone in questo caso ? Alla Confederazione ? Ai Comuni ? Provocazioni a parte se è giusto parlare di una equa ripartizione dei compiti ed una commisurata proporzione tra poliziotti e popolazione, il buon senso ci impone di stabilire dei tempi che tengano anche conto delle disponibilità finanziarie dei Comuni e dei Cantoni. A questo scopo, in un incontro avvenuto nel mese di aprile, il Capo del Dipartimento, per poter giungere in tempi brevi ad una soluzione che sia condivisa e che rispecchi le reali esigenze in materia di sicurezza, ci ha ventilato la possibilità di creare un gruppo di lavoro rappresentato da esponenti del Comando della polizia cantonale e della nostra Associazione. Questo mi sembra un approccio propositivo che accettiamo di buon grado così da fugare definitivamente ogni dubbio. Da parte nostra, convocati presso la Commissione della legislazione, abbiamo avanzato due proposte di cambiamento della Legge, una per altro già contemplata nel progetto iniziale e modificata poi nel Messaggio al GC. Si tratta, da un lato, della conduzione dei posti misti, poiché riteniamo che il Municipio debba poter valutare se la direzione di questo servizio possa essere assegnata ad un loro dipendente (Comandante) o ad un agente della polizia cantonale. L’altra era quella di assegnare la delega relativa agli incidenti della circolazione stradale con accertamento dei fatti, al settore della polizia mobile.

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GUARDIE DI CONFINE – FORZA DI SICUREZZA PUBBLICA

Non possiamo dimenticare l’attività e la preziosa risorsa in ambito di sicurezza che le Guardie di Confine ricoprono anche in Ticino. Ai vertici di questa struttura federale vi sono sempre più ufficiali che hanno maturato esperienza nei diversi corpi di polizia, e che di conseguenza potranno apportare un importante valore aggiunto. Se teniamo conto della mobilità sempre più incontrollata delle persone, e di riflesso anche dei delinquenti, la loro partecipazione nelle attività di polizia sarà a mio modo di vedere decisiva. Lo studio di sinergie comuni, di collaborazione costante, la creazione di una piattaforma informatica comune,  e chissà, ma è una chimera, di una centrale unica, dove tutte le forze pubbliche siano presenti, è un obiettivo che dobbiamo tutti assieme perseguire, seppellendo qualsivoglia latente personalismo, per il bene supremo del nostro mandato che è  la sicurezza dei cittadini.

CONCLUSIONE

Dopo avervi esposto i punti salienti che hanno in particolare visto all’opera il nostro Comitato, permettetemi di condividere con voi alcuni pensieri. Sempre più siamo confrontati con una società che pone purtroppo l’accento sulla frenesia della produttività e del consumismo a scapito della qualità delle relazioni interpersonali e della valorizzazione dei reali bisogni dell’uomo. Taluni episodi verificatisi anche da noi ne sono la triste dimostrazione. Quei valori che venivano trasmessi nelle precedenti generazioni, e qui penso alla morale, al credo religioso, alla marcata importanza dei rapporti famigliari, al rispetto del prossimo e delle istituzioni, sono sempre più assenti.
Condivisibili o no, questi insegnamenti permettevano sovente all’individuo di dominare i propri istinti, fungendo da mezzo per commisurare la reazione a dipendenza del tipo di sollecitazione o istigazione. Oggi tutto ciò viene sempre meno, ma credo che nella frenesia del quotidiano vivere, sia anche sempre più arduo trasmettere certi messaggi.
La conseguenza è una società basata sull’effimero materialismo e la precarietà del domani, in senso lato, che la rende sempre più fragile e inevitabilmente violenta.
E’ in questo contesto sociale che dobbiamo operare, dovendo agire in situazioni sempre più delicate e di complessa lettura. Non possiamo però esimerci dal perseguire questa nostra primaria inclinazione che è quella di adoperarci per aiutare le persone in difficoltà. Ma questo non lo dobbiamo fare, sostituendoci o arrogandoci competenze che non abbiamo, ma una sempre più intensa collaborazione con i partner sociali (CTR, servizi sociali, uffici Laps, UIR) ci permetterà di scongiurare, in misura sempre maggiore, che le situazioni possano degenerare e in qualche raro caso sfociare in tragedie. Conoscere, mantenere un contatto diretto con la popolazione, instaurare un rapporto di fiducia reciproco, potrà permetterci di svolgere al meglio il nostro lavoro di prevenzione.
Grazie all’operato di tutte le forze pubbliche il Ticino può comunque ancora vantare un grado di sicurezza invidiabile, soprattutto se rapportato alla situazione che vige nella vicina penisola o in altri cantoni d’oltralpe. E’ merito di chi, come voi, opera quotidianamente tra la gente e per la gente.

 

Associazione delle Polizie comunali Ticinesi
Il Presidente
Dimitri Bossalini

16 Maggio 2008

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