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Coraggio e correttezza fan rima con sicurezza

Mauro Antonini © Corriere del Ticino

ll futuro del nostro Ticino deve essere improntato al progresso. Questa visione deve concretizzarsi soprattutto a favore delle nuove generazioni. Il Ticino è un cantone dove il benessere del cittadino deve essere prioritario: non possiamo comunque immaginarlo senza sicurezza. Una missione non sempre facile da attuare e che sicuramente potrà portare a intraprendere, in alcuni casi, cammini disagevoli, oppure indurci a prendere delle decisioni fors’anche impopolari.


È quindi necessario individuare e studiare le opportune strategie e applicare misure concrete. Non a parole, limitandosi agli intenti, ai proclami, ma guardando avanti, con proposte innovative e al passo coi tempi. Con coraggio, appunto. In questo contesto si situa la sicurezza, che riveste, soprattutto di questi tempi, un ruolo fondamentale. «Nessun compromesso di sorta che possa giustificare un indebolimento nell’ambito della sicurezza che, se disattesa, può essere in grado di minare la nostra libertà e la nostra indipendenza».


La sicurezza: purtroppo la cronaca ci aiuta concretamente a comprendere, quotidianamente e in modo approfondito, il suo vero significato e il suo primario valore. In gran parte dei Paesi europei sono scomparse le dogane; la migrazione è diventata un problema con cui tutti gli Stati sono confrontati giornalmente, Svizzera e Ticino compresi. I soggiorni illegali e le entrate clandestine sono all’ordine del giorno: in quest’ambito sono particolarmente attive – e proliferano – le organizzazioni criminali. Senza dimenticare le decine e decine di ricercati da autorità svizzere ed estere fermate al confine e assicurate alle autorità competenti.
Rivolgendomi ai miei collaboratori, comunicando la decisione di candidarmi alle elezioni per il Consiglio di Stato, dissi loro, tra l’altro, che «in futuro saremo confrontati sempre più con accadimenti importanti, in divenire, e che ci vedranno esposti a nuove minacce. Dovremo trovare le giuste misure e le motivazioni, essere flessibili per continuare a difendere con convinzione i valori che ci accomunano e che dobbiamo tutelare come attori in prima linea».


Da sei anni, da quando ho assunto il comando delle guardie di confine, guardo in questa direzione. Prima ancora lo feci quando militavo nella Polizia cantonale, valutando e studiando nuove possibili strategie di lotta alla criminalità. Da allora è trascorso molto tempo e la situazione è peggiorata.


Ora più che mai bisogna guardare avanti e già da ora prepararci a ciò che ci riserverà il futuro. Le possibilità ci sono, ma vanno applicate. Promuovere la «sicurezza integrata». Nel rispetto di compiti e competenze di ogni singolo attore, sviluppare un sentimento unico di appartenenza al dispositivo di sicurezza cantonale, valorizzando il lavoro delle polizie comunali a favore della vicinanza al cittadino. Favorire lo scambio automatico di informazioni operative: assicurando tramite la prossima Centrale cantonale d’allarme un flusso costante e completo di informazioni verso le future centrali delle regioni polo, ottimizzando le forze sul terreno a favore di una massima efficacia e della territorialità.


Gestione innovativa della migrazione: tenendo conto delle esigenze locali, fare in modo che a livello svizzero, ma soprattutto a beneficio del cantone Ticino, si gestisca il flusso migratorio in modo mirato e centralizzato.


A mio avviso, la «sicurezza integrata» nell’intero cantone, si compie attraverso una forte coesione tra i differenti partner che ogni giorni operano per garantire serenità, tranquillità e benessere, a favore di tutti i cittadini. Tra gli addetti ai lavori, tra coloro che indossano una divisa, non ci devono essere né segreti né rivalità: non possiamo più permetterci di perdere tempo prezioso a favore, inevitabilmente, dei malviventi che compiono razzie sul nostro territorio. Non possiamo più permettercelo!


Sicuro della validità di queste strategie, sono pronto con semplicità e concretezza ad assumermi le mie responsabilità per creare le premesse alla loro attuazione. Il coraggio a noi ticinesi non manca, e la nostra positività non può che essere garanzia di successo.

 

 

Mauro Antonini

15 Ottobre 2014

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